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“E’ facile stare insieme quando va tutto bene.
Il difficile è quando si devono superare le montagne, fa freddo e tira vento.
Allora, forse, per trovare calore, uno si deve fare
un poco più vicino.”

(De Giovanni)

Perché una terapia di coppia?

La relazione di coppia è l’incastro che si crea con l’incontro di due persone, ognuna con la propria storia di appartenenza.

Non parliamo dunque solo di due individui, ma di tre elementi: io, tu, noi.

Le coppie, durante il loro percorso, sviluppano dei contratti espliciti e impliciti, degli stili di comunicazione, dei modelli per affrontare o evitare il conflitto.

Il conflitto è un ingrediente del tutto normale, che indica uno scambio, un’interazione tra due persone diverse, ed è costruttivo se si è in grado di gestire e superare. Molto spesso purtroppo accade il contrario. A volte il modo in cui il partner risponde al conflitto risulta inefficace, e finisce per ampliare la conflittualità.

 

“È questo il punto critico in ogni rapporto: come viene risolto il conflitto, non la quantità di conflitti che insorgono.”

T. Gordon

Il conflitto, la lite, la rabbia: più frequentemente per queste motivazioni viene richiesta una terapia di coppia.
Il terapeuta può aiutare la coppia offrendo una visione “altra” delle problematiche riportate, proponendo dei modi di stare in relazione alternativi a quelli utilizzati fino a quel momento. Può aiutare i partner ad appropriarsi di modalità di relazione con l’altro che promuovano il cambiamento in una direzione costruttiva e positiva. 

Possiamo stabilire insieme gli obiettivi da raggiungere 

Questi passaggi consentiranno di superare la fase del conflitto o potranno accompagnare i membri della coppia ad una maggiore consapevolezza di sé e della relazione, considerando anche ad esempio l’idea di separarsi.

Proprio così: un buon percorso di terapia di coppia non sempre coincide con 2 cuori e una capanna. La terapia di coppia è utile proprio per individuare la strada più adatta per quella coppia.

 

Ma cosa succede quando una coppia decide di separarsi?

Innanzitutto, non sempre la decisione di lasciarsi viene presa di comune accordo, anzi spesso ritroviamo disapprovazione, rifiuto da uno dei membri, e vissuti dunque profondamente diversi.

Da alcuni può essere visto come una “liberazione” o semplicemente come la conclusione di un rapporto che non funzionava più. Da altri viene vissuto come un vero e proprio lutto.

Sicuramente rappresenta un evento di vita critico: ci si prepara a sciogliere un legame interpersonale ed emotivo importante, e a revisionare la routine quotidiana individuale ed un cambiamento nella propria identità e nelle ipotesi di prospettive future (Brodbeck et al., 2017).

Si tratta di una revisione totale della propria vita: quali amici frequentare? Con chi andare in vacanza? In quale casa vivere? Come sistemare tutti i ricordi, belli e brutti, nel nostro armadio interno?

Domando ancora più complesse ed emotivamente intense se ci sono dei figli ai quali dover spiegare qualcosa di difficile da comprendere anche per noi adulti.

Nei casi di separazione conflittuale assistiamo spesso a desideri di vendetta, di rivalsa, caratterizzati da agiti aggressivi e violenti che non raramente coinvolgono i figli. O meglio, talmente forte è la rabbia e il dolore che i figli quasi si vedono poco, e l’emozione negativa travolge tutto.

 

Vivere nella separazione conflittuale significa essere immersi in dinamiche disfunzionali che causano effetti critici e devastanti in tutti i protagonisti .

(Abazia, 2011)

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