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Cosa si intende per danno psichico?

Per danno biologico di natura psicologica, detto danno psichico, si fa riferimento ad una patologia psichica che si manifesta dopo un evento traumatico o dopo un logoramento ripetuto e sistematico di natura dolosa o colposa.

La patologia psichica si manifesta attraverso dei sintomi specifici e si stabilizza in un periodo variabile tra uno e due anni.

Il danno esistenziale si riferisce, invece, alle situazioni in cui viene compromessa la qualità della vita normale o in cui si crea uno stato di disagio psichico che non arriva a configurarsi come quadro clinico patologico.

Può capitare, purtroppo, di essere coinvolti in eventi di natura traumatica, come un incidente o essere sottoposti ripetutamente a errori propri o altrui che lesionano il nostro corpo.

Il trauma non incide solo nel funzionamento del nostro corpo, nelle nostre autonomie nella nostra qualità della vita. Può avere un impatto anche nel nostro funzionamento mentale e psicologico.

La valutazione del danno psichico va proprio a valutare se e, nel caso come, l’evento traumatico ha causato una fragilità psicologica, come questa fragilità può incidere nel nostro futuro.

Il danno psichico può essere valutato sia per adulti che per bambini e adolescenti. Ovviamente le metodologie di valutazione per adulti e minori sono estremamente differenti, ma tutte basate su linee guida nazionali e internazionali e su batterie di test psicologici validi e affidabili.

Nella valutazione degli esiti e della prognosi l’età anagrafica del soggetto valutato ovviamente incide particolarmente.

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Ma chi può richiedere una valutazione del danno psichico?

Può essere richiesta dalla parte interessata, adulta, o se minore dai genitori, dall’avvocato di una delle parti.

La valutazione può essere utilizzata in ambito giudiziale, vale a dire all’interno di un procedimento di Tribunale, o in ambito extragiudiziale, quando cioè la controversia viene gestita al di fuori dalle aule di Tribunale, di solito tramite legali, assicurazioni, medico legale.

Una valutazione del danno psicologico puntale e completa permette non solo un corretto inquadramento diagnostico, ma anche un’adeguata valutazione del possibile risarcimento, oltre ad indicare delle aree di fragilità su cui poter intervenire.

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